Le diete

Scarsdale

Trae il suo nome da un quartiere di New York ed è stata inventata da un cardiologo di nome Herman Tarnower. Si basa su 2 programmi alimentari da seguire per 14 giorni. La prima fase è caratterizzata da una forte riduzione di carboidrati e zuccheri a favore delle proteine. La seconda fase prevede un graduale reinserimento dei carboidrati e dei grassi. Seguendo questa dieta si può dimagrire anche di mezzo chilo al giorno. Si ottengono eccellenti risultati nei primi mesi ma sul medio e lungo periodo i risultati sono simili a quelli di altre diete, che hanno un effetto meno rilevante sul piano metabolico.

Atkins

È la dieta inventata dal cardiologo Robert Coleman Atkins negli anni ‘70 ed è la più famosa dieta iperproteica.
 

Simile per molti aspetti alla dieta metabolica, la dieta Atkins punta a mantenere costanti i livelli di insulina, trasformando l'organismo in una vera e propria macchina "brucia grassi".

Limitando fortemente l'assunzione di carboidrati, questa dieta costringe il corpo ad utilizzare i lipidi e le proteine come fonte energetica alternativa. Una simile strategia alimentare favorisce un rapido dimagrimento, dato che:

  • aumenta il senso di sazietà con conseguente riduzione spontanea dell'ingestione di cibo

  • accresce il dispendio energetico quotidiano (grazie all'elevato apporto proteico)

  • stimola la produzione di ormoni anabolici che, abbinati ad un'attività fisica di potenza (esempio bodybuilding), favoriscono l'aumento di massa muscolare e, di conseguenza, innalzano il metabolismo basale

Dieta dissociata

La “dieta dissociata” venne inventata dal Dott.William Howard Hay nel 1911.

Si basa su 5 regole base:

  1. Non mangiare carboidrati con proteine e frutti acidi durante lo stesso pasto

  2. Mangiare verdura, insalata e frutta come parte principale della dieta

  3. Mangiare proteine, amido e grassi in quantità limitata

  4. Mangiare grano integrale evitando alimenti raffinati e processati, come cibi a base di farina bianca, zucchero e margarina

  5. Far intercorrere un intervallo di almeno 4 ore / 4 ore e mezza tra pasti di tipo differente

Già da tempo esponenti del mondo accademico hanno preso posizione contro questo tipo di dieta, ma continuamente, in tutto il mondo, nuove pubblicazioni e nuove applicazioni lo rilanciano.

Dieta Zona

La dieta zona è soprattutto uno stile di vita. È stata introdotta in Italia grazie da Eddy Ottoz che, durante il suo girovagare per il mondo alla ricerca di novità nel settore delle diete, si era casualmente imbattuto in un metodo che aveva dato buoni risultati agli atleti delle nazionali USA di atletica leggera e di nuoto.

Prevede una restrizione calorica ed una forte riduzione del consumo dei carboidrati. Con questo concetto, da molti riconosciuto come garanzia di lunga vita, si intende esclusivamente che, per ogni persona, il fabbisogno giornaliero di cibo vada calcolato in base alle sue peculiari esigenze e che è dannoso superare (in termini calorici) quanto effettivamente necessario. Il secondo criterio, ossia la riduzione dei carboidrati, va articolato maggiormente.

Nella dieta zona non solo vanno ridotti i carboidrati che assumiamo nella nostra alimentazione “normale” (principalmente sotto forma di pane e pasta), ma dobbiamo assicurarci, ad ogni pasto o spuntino, un corretto bilanciamento tra le tre componenti fondamentali dell’alimentazione: proteine, carboidrati e grassi. La Dieta Zona si basa sulla riduzione dell’indice Glicemico.

La Dukan

La dieta Dunkan propone un programma in 4 fasi che includono alimenti ricchi di proteine e poco calorici, che hanno quindi il vantaggio di diminuire l’appetito.

  • Fase d’urto a base di proteine pure: si mangiano solo protidi e cioè carne bianca e rossa, pesce, frutti di mare, latticini a base di latte scremato. Si effettua per 3-10 giorni a seconda dell’obiettivo da raggiungere

  • Fase alternativa: come la fase d’urto ma aggiungendo le verdure. Unico divieto: i farinacei (patate, mais, piselli, lenticchie, fagioli...). È il momento di evolvere: alle proteine aggiungiamo progressivamente le verdure
    Queste 2 fasi vanno alternate fino ad ottenere il peso desiderato (massimo 1 kg perso alla settimana)

  • Fase di consolidamento: essa consiste in un momento abbastanza lungo di ritorno alla normale, che permette di evitare il famoso “effetto yo-yo” di ripresa del peso. Gli alimenti vietati vengono progressivamente reintrodotti. Contare 10 giorni per kg perso.

  • Fase di mantenimento: si mangia normalmente rispettando due principi: fare un « giovedì proteico » a vita e mangiare 3 cucchiai di crusca e avena al giorno.

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